Altro che telelavoro. Elogio delle virtù della densità

2 MAR 20
Ultimo aggiornamento: 00:06 | 3 MAR 20
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Pubblichiamo un breve stralcio dell’introduzione di uno studio intitolato “Where jobs are concentrating and why it matters to cities and regions”, condotto da Chad Shearer, Jennifer S. Vey e Joanne Kim, e pubblicato dalla Brookings Institution nel 2019. Nella ricerca si dimostra, fra le altre cose, la stretta correlazione fra produttività, innovazione e densità abitativa. Non è un testo adatto per promuovere la filosofia dello smart working.
Molti studi e analisi hanno dimostrato l’importante ruolo della densità nel promuovere la crescita economica, il capitale sociale e l’impegno civile, oltre che uno sviluppo di comunità più sane e sostenibili. La densità, ovviamente, non è il solo fattore che determina questi risultati. Un ampio spettro di altri fattori di mercato e policy influenza ognuno di questi aspetti. E la densità senza investimenti sul lavoro offre ben pochi benefici. Un quartiere popolato ma organizzato male può scoraggiare le interazioni sociali, rendere le passeggiate pericolose e peggiorare il traffico e l’inquinamento. Nonostante questo, una crescente mole di studi mostra che i benefici della densità abitativa sono vasti e sgnificativi. La densità accresce la prossimità fra le aziende, permettendo loro di condividere input e vendere più facilmente prodotti e servizi. Nelle aree più densamente popolate, input mediati sono più facilmente disponibili. Aziende simili hanno accesso a bacini più vasti di lavoratori spcializzati e fornitori. La prossimità aiuta anche a diminuire i costi di trasporto dei beni, cosa che produce più commercio. Una ricerca di Stuart Rosenthal e William Strange mostra che le aziende comprano di più da fornitori locali nelle aree dove i lavoratori di una certa area industriale sono più concentrati. La densità impone che aziende simili competano fra loro per offrire i migliori servizi e prodotti nel mercato locale, oppure che diversifichino la loro offerta mediante la specializzazione. Di conseguenza, la denistà conduce a mercati locali più competitivi e vari. La densità permette anche un più costante ed efficace matching fra lavoratori e aziende. Nelle aree più popolate, ci sono più opportunità di lavoro a una data distanza da un certo lavoratore, il che rende più probabile trovare nuove e più attraenti opportunità professionali. In questo modo, la densità gioca un ruolo particolarmente importante nell’assunzione e nella mobilità verticale dei meno abbienti, permettendo loro di trovare più facilmente un’occupazione e di diventare finanziariamente indipendenti rispetto ai loro pari in aree meno popolose. L’accresciuta mobilità che la densità permette aumenta anche la produttività, personale e aziendale, attraverso la migliore qualità della selezione del personale, incoraggiando la condivisione di competenze con il movimento dei lavoratori stessi fra le aziende. La densità incoraggia percò anche dipendenti e datori di lavoro a imparare gli uni dagli altri, collaborando nella creazione di nuove idee e tecnologie. Molti studi dicono che i laboratori di ricerca e sviluppo e aziende ad alto contenuto tecnologico tendono a stabilirsi nelle stesse aree, forse perché l’interazione faccia a faccia che l’innovazione richiede è favorita nelle aree più popolate. Una ricerca di Gerald Carlino spiega che, nelle aree metropolitane, il tasso di brevetti pro capite aumenta del 22 per cento per ogni aumento del 100 per cento nella densità delle opportunità professionali. Lo stesso studio dimostra che gli effetti della densità sulle attività innovative sono maggiori di quelli determinati dalla popolazione complessiva dell’area metropolitana studiata, cosa che implica che la densità conta di più della popolazione totale, almeno per quanto riguarda la creatività e le capacità di innovare.